I Materani
Ho creato la mia prima zine!
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Sono molto felice di annunciare che ho finalmente creato la mia prima zine, I Materani!
La zine è il culmine di un percorso di esplorazione, sia della mia città che della mia fotografia. È un percorso di riconciliazione con una città che ho sempre vissuto solo a metà, ma è anche un percorso di scoperta di com’è oggi questa città e di come i materani si relazionano con l’ambiente che li circonda.
Senza dilungarmi troppo, vi lascio con l’introduzione alla zine.
I Materani
Cosa vuol dire essere materano? Non credo di averlo mai veramente capito.
Quando ero piccolo, sentivo dire che “puoi dirti veramente materano solo se hai mangiato la focaccia da Paoluccio e accarezzato la testa di Gino Millelire”. Io, delle due, ho fatto solo la prima.
Sono cresciuto nei Sassi, in un’età di mezzo. Non erano ancora invasi dai turisti, ma neanche quelli descritti da Carlo Levi. Stavano rinascendo, riqualificati poco a poco. Mia nonna non ci credeva: “Non verrò mai a trovarvi a casa, fa schifo lì”, diceva a mio padre dopo che comprò casa.
Penso siano stati proprio i Sassi ad accendere in me la passione per la fotografia: quando vivi circondato da così tanta bellezza, prima o poi l’arte ti entra dentro.
Il mio rapporto con Matera è sempre stato di amore-odio. Non vedevo l’ora di andarmene. Immaginavo di vivere in Belgio, da dove viene mia madre: lì l’estate non si soffoca, e poi sei al centro del continente — tutto è vicino, le opportunità sembrano infinite.
Qui, invece, le cose sembrano immobili. Tutti ossessionati da questa festa della Bruna che a me, da bambino, significava solo disagi, transenne e confusione.
E quella lentezza: nel muoversi, nel fare, nel cambiare.
Poi sono andato via. E un po’ alla volta ho capito che quello stile di vita che tanto criticavo era, in fondo, l’unico che sapevo davvero vivere. Non riesco a correre tra mille appuntamenti come si fa a Milano. E nemmeno a stare dietro a una città come Bologna, che cambia in continuazione ma non perde mai la sua anima: lì senti che le cose si muovono, anche se non sempre sai dove ti stanno portando.
E ogni anno, tornando per la festa della Bruna, rivedevo tutti i miei amici, anche quelli lontani: come un appuntamento non scritto, ma rispettato da tutti.
Con questa zine vorrei finalmente riconciliarmi con questa città. Voglio esplorare il legame, che credo ci sia ancora, tra i materani e i Sassi — anche se oggi quasi tutti si sono trasferiti per fare spazio ai b&b.
Non voglio che i Sassi diventino solo una cartolina, un’altra Venezia, un’altra Disneyland.
E soprattutto, voglio capire com’è possibile amare una città che ti spinge sempre ad andartene, ma che poi non ti lascia mai davvero andare via.
La zine
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