Nella terra del ghiaccio e del fuoco

Natura. Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
Islandese. Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.
Natura. Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi.
Islandese. La Natura?
Natura. Non altri.
Dialogo della Natura e di un Islandese — Giacomo Leopardi

Questa estate ho finalmente coronato il sogno di visitare l’Islanda.
È una terra che per ovvi motivi mi ha sempre affascinato, la Mecca dei fotografi naturalistici. Si ha quasi l’impressione — anche per colpa dei social — che ogni fotografo di paesaggio debba, prima o poi, confrontarsi con la natura islandese.

A dir la verità sono partito con aspettative piuttosto basse. Proprio perché questa meta è così elogiata, temevo gli effetti dell’overtourism, che già ha rovinato Matera, la mia città.
I miei timori sono stati in parte confermati: soprattutto nel tratto fino al Vatnajökull (il ghiacciaio più grande d’Europa), quasi ogni tappa brulicava di persone, e abbiamo dovuto scegliere con attenzione quali visitare la mattina presto per evitare le folle.

Sono rimasto sorpreso, però, da come questa massa di visitatori non sia riuscita a scalfire la magia dell’Islanda. Tutti i luoghi che ho visto mi hanno lasciato senza fiato (forse solo a Skógafoss l’incantesimo si è spezzato: lì c’era davvero troppa gente).

Sicuramente parte del merito va alle autorità e al popolo islandese, che difendono con passione il loro patrimonio.
Ma credo che il ruolo principale lo giochi comunque la straordinaria natura islandese: tanto bella quanto selvaggia, capace di imporre rispetto a chiunque si trovi al suo cospetto.

Un’amara riflessione

Al cospetto di Vatnajökull ho visto con i miei occhi gli effetti del cambiamento climatico su quel fiero ghiacciaio: il ghiaccio che diventa acqua troppo in fretta, un lago glaciale ormai grande diversi metri in più rispetto a solo un decennio fa.

In quel momento ho pensato al Dialogo della Natura e di un Islandese di Leopardi: lì è l’uomo a fuggire da una natura che lo schiaccia senza nemmeno accorgersene.
Oggi sembra l’opposto: è la natura che, disperata, arretra davanti all’uomo, che la schiaccia senza rendersene conto.

Chissà per quanto tempo ancora resisterà questo paradiso.

The photos

Un passerotto che si riposa su una sedia in mezzo al nulla
La cascata più famosa d'Islanda: Skógafoss
Alcuni visitatori in cima alla scogliera che si affaccia su Gullfoss
Un pulcinella di mare rannicchiato per tenersi caldo
Un pulcinella di mare che galleggia in mezzo al mare
Una cascata all'interno del parco di Thingvellir
Blocchi di ghiaccio galleggiano nel lago glaciale Jökulsárlón
La famosa spiaggia di Stokksnes
Blocchi di ghiaccio galleggiano nel lago glaciale ai piedi del Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d'Europa
Onde che si infrangono violentemente sulla spiaggia nera
Blocchi di ghiaccio sulla riva della famosa spiaggia nera
La famosa montagna di Kirkjufell e la sua cascata Kirkjufellsfoss
La chiesa più antica d'Islanda, Grafarkirkja
La schiena di una megattera sul ciglio dell'acqua, poco prima di immergersi di nuovo in mare